(troppo vecchio per rispondere)
ruolo sociale ingegnere dell'informazione
acc
2005-05-22 19:50:03 UTC
Vorrei sentire un po' di opinioni ed esperienze.

Quale puo' essere il ruolo sociale dell'ingegnere dell'informazione?
Io ho fatto un po' di esperienza nell'ultimo anno...

Tuttavia il mio scopo non e' semplicemente crearmi il mio giretto di
clienti. A beneficio di tutta la categoria (me compreso) servirebbe
che la societa' associasse determinate attivita' alla figura
dell'ingegnere dell'informazione, contrapponendo questo alle numerose
societa' di servizi/consulenza e software-house che popolano il
mercato di oggi.

Prima di tutto: chi sono i clienti o potenziali clienti?
Io adesso i clienti li cerco tra:
*) chi ha bisogno di un portale internet dinamico
*) chi vuole creare prodotti con contenuti tecnologici piu' o meno
innovativi per i propri clienti
*) chi ha bisogno di un sistema informatico aziendale di una certa
dimensione

Tutte queste cose, oggi vengono fatte da societa' di consulenza o da
software-house, ma potrebbero essere svolte anche meglio da ingegeri
dell'informazione, figura veramente in grado di tutelare gli interessi
dei clienti, quando questi non abbiano competenza all'interno della
propria struttura organizzativa.

Una cosa importante e' : distinguersi.
Riuscire a distinguersi e' fondamentale per avere il riconoscimento
della categoria. Riconoscimento non solo dai clienti, ma anche dalle
societa' che operano nel setore. Queste societa', facendo un parallelo
col settore dell'edilizia, io le paragono da sempre alle imprese
edilizie. Il paragono rende al cliente, perche' anche se lo so fare
molto bene, non mi metto certo io a fare la codifica, proprio come gli
architetti non si mettono a fare i pavimenti o i muri delle strutture
che hanno progettato.
Distinguersi dalle societa' di consulenza.
Distinguersi dalle software house.
Distinguersi dai tecnici.
Se una tale societa' vuole lavorare con me, ben venga. Ma non si
aspettino che se devo offrire una qualche prestazione presso un loro
cliente, io mi presenti come un loro dipendente...non sono un loro
dipendente.
PoP
2005-05-23 01:27:08 UTC
Post by acc
Vorrei sentire un po' di opinioni ed esperienze.
Quale puo' essere il ruolo sociale dell'ingegnere dell'informazione?
Io ho fatto un po' di esperienza nell'ultimo anno...
Tuttavia il mio scopo non e' semplicemente crearmi il mio giretto di
clienti. A beneficio di tutta la categoria (me compreso) servirebbe
che la societa' associasse determinate attivita' alla figura
dell'ingegnere dell'informazione, contrapponendo questo alle numerose
societa' di servizi/consulenza e software-house che popolano il
mercato di oggi.
Prima di tutto: chi sono i clienti o potenziali clienti?
*) chi ha bisogno di un portale internet dinamico
*) chi vuole creare prodotti con contenuti tecnologici piu' o meno
innovativi per i propri clienti
*) chi ha bisogno di un sistema informatico aziendale di una certa
dimensione
Tutte queste cose, oggi vengono fatte da societa' di consulenza o da
software-house, ma potrebbero essere svolte anche meglio da ingegeri
dell'informazione, figura veramente in grado di tutelare gli interessi
dei clienti, quando questi non abbiano competenza all'interno della
propria struttura organizzativa.
Una cosa importante e' : distinguersi.
Riuscire a distinguersi e' fondamentale per avere il riconoscimento
della categoria. Riconoscimento non solo dai clienti, ma anche dalle
societa' che operano nel setore. Queste societa', facendo un parallelo
col settore dell'edilizia, io le paragono da sempre alle imprese
edilizie. Il paragono rende al cliente, perche' anche se lo so fare
molto bene, non mi metto certo io a fare la codifica, proprio come gli
architetti non si mettono a fare i pavimenti o i muri delle strutture
che hanno progettato.
Distinguersi dalle societa' di consulenza.
Distinguersi dalle software house.
Distinguersi dai tecnici.
Se una tale societa' vuole lavorare con me, ben venga. Ma non si
aspettino che se devo offrire una qualche prestazione presso un loro
cliente, io mi presenti come un loro dipendente...non sono un loro
dipendente.
bè,
non l'ho capito mica tanto questo post.
sembra che sai tutto tu.
che cazzo vuoi sapere?


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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
MaD
2005-05-23 14:13:34 UTC
Post by PoP
cut
bè,
non l'ho capito mica tanto questo post.
sembra che sai tutto tu.
che cazzo vuoi sapere?
C'e' qualcosa che capisci?
acc
2005-05-25 11:46:46 UTC
Ad esempio, un problema importante e' che l'ingegnere
dell'informazione non e' conosciuto.

Questo e' normale, dato che la normativa ha riconosciuto questa figura
professionale solo in tempi recenti. Sta' di fatto, che ad oggi una
persona che ha determinate esigenze si rivolge a societa' di
consulenza.

...e a chi altro si dovrebbe rivolgere visto che non ci possiamo fare
pubblicita'? Come farsi conoscere?

Io dico sonlo che...se un commercialista, un notaio ,...altro,
riescono ad avviarsi, allora ce la puo' fare anche un ingegere
dell'informazione.

Almeno per me, un grosso problema era mantenere aperta la partita iva
(il commercialista puo' essere una spesa costosa per uno che deve
cominciare). Ora il problema e' risolto: con un po' di colleghi con
cui ho maturato rapporti nel tempo, ci siamo messi d'accordo per una
piccola associazione e facciamo tutto con una sola p.iva...cosi'
ciascuno contribuisce alla spesa del commercialista, in relazione a
quanto ha fatturato.

Cosa piu' importante: se uno parte da zero (zero clienti, zero
fatturato) non si deve impegnare per nessuna spesa fissa...quindi ha
tutto il tempo di avviarsi tranquillo senza essere oggeto a rischi
economici.

Inutile dire che se la pratica della professione si diffonde, allora
anche se non possiamo fare pubblicita' e promozione, di fatto nel
tempo la categoria sara' sempre piu' conosciuta da tutti...
acc
2005-06-05 10:48:06 UTC
E delle societa' che vogliono lavorare riducendo ogni cosa ad un
problema tecnico ne vogliamo parlare.

Il fatto che loro vorrebbero trattare un ingegnere informatico come un
programmatore non mi crea problemi...quello che MI CREA PROBLEMI E'
CHE CI RIESCONO.

E poi magari vanno a pagare profumatamente un professionista esterno,
che in realta' professionista non e' , ma e' solo un sistemista. E lo
pagano bene (un mese da programmatore = un giorno suo) perche' conosce
uno stupido hardware ed e' certificati...

Una societa' mi chiama per una collaborazione, mi offrono una bella
paga ad ore ... e grazie al mio lavoro, che sa fare solo una persono
con la mia qualifica, loro fanno utili per un anno e passa.

RIPETO. Grazie alla mia professionalita' una societa' fa utili per un
anno e passa, ed a me offrono una paga ad ore da programmatore.
A me sembra un po' sbilanciata la cosa.

Andassero a cercare un altro pollo...la situazione di tutta la
categoria cambiera' quando i nostri neolaureati saranno capaci di dare
il giusto valore alla loro competenza...smettendo cosi' di vendersi
per niente.

Ciao
acc
2005-06-12 17:25:02 UTC
Giusto per fissare le idee:
la software-house sta all'ingegnere dell'informaione come l'impresa
edile sta' all'ingegnere edile.

Non serve una squadra di tecnici per avviare uno studio. Le
software-house esistono appositamente. Lo studio basta che si occupa
delle sue consulenze professionali, legate alle prestazioni che
fornisce ai prorpi clienti. Quando una realizzazione necessita' molta
manodopera ci si rivolge alle software-house (e no alle body rental
che fanno solo dani).

Si seleziona quella piu' adatta, e si conducono le attivita' di
realizzazione.

Per quanto riguarda le body rental, sono un prodotto osceno della
attuale situazione economica. Le societa' di consulenza invece non ci
servono...e' difficile che ci sia qualcosa che non sappia fare un
nostro collega.
IL Davide
2005-06-14 14:27:47 UTC
Post by acc
Andassero a cercare un altro pollo...la situazione di tutta la
categoria cambiera' quando i nostri neolaureati saranno capaci di dare
il giusto valore alla loro competenza...smettendo cosi' di vendersi
Salve,
secondo me la cosa non è tanto dei neo-laureati ma di quelli con un pò
più di esperienza.
Il neolaureato costa poco e , spesso, vale quanto costa.
Chi invece ha un pò di esperienza no, vale e quindi costa!
Ci vuole però il coraggio di "difendersi" e di "attaccare", devo dire
che non è da tutti ma è possibile.
--
Saluti a tutti
______________
www.cleosolutions.com

Togli la prima lettera dopo la @ per rispondermi via email
acc
2005-06-16 17:33:45 UTC
Post by IL Davide
Salve,
secondo me la cosa non è tanto dei neo-laureati ma di quelli con un pò
più di esperienza.
Il neolaureato costa poco e , spesso, vale quanto costa.
Chi invece ha un pò di esperienza no, vale e quindi costa!
Concordo. Pero' per quel che vedo, chi ha piu' esperienza e costa,
troppo spesso asseconda e quindi favorisce il gioco al ribasso (non
solo economico, ma anche delle condizioni di lavoro) del mercato.
Post by IL Davide
Ci vuole però il coraggio di "difendersi" e di "attaccare", devo dire
che non è da tutti ma è possibile.
Ci sono anche varie iniziative che puntano a migliorare la situazione,
ma non riescono a raccogliere un numero di consensi
significativo...quasi a dire che sta tutto bene cosi...

Ci vuole anche un po' di iniziativa. Il coraggio viene quando si
comincia a fare massa...ma se ci si preoccupa solo di vivere la
giornata...